COS'E' L'AUTISMO? 5 PUNTI PER SPIEGARLO - Autism Friendly in Italy

COS’E’ L’AUTISMO? 5 PUNTI PER SPIEGARLO

L’autismo è un disturbo del neurosviluppo, caratterizzato da deficit nella comunicazione e nell’interazione sociale e da comportamenti, attività, interessi ristretti e ripetitivi. Quella che abbiamo appena riportato è la definizione del DSM 5, il manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali, utilizzato da medici e psicologi. Ma come potremmo cercare di spiegare l’autismo a chi non ne sa nulla, rendendo comprensibile questa definizione? In questo articolo cercheremo di rispondere a 5 domande “comuni” sull’autismo, dando qualche spunto di riflessione a chi vuole approfondire questo mondo. Cominciamo!

  1. L’autismo è una malattia? Assolutamente no. Non è una conseguenza di un’infezione o di una malattia o dei vaccini, l’autismo è una CARATTERISTICA di una persona, che rimane per tutta la vita. La terminologia corretta è disturbo dello spettro autistico: in inglese si usa il termine “disorder”, che in italiano viene tradotto come disturbo, anche se sarebbe più corretto parlare di disordine, nel senso di disordine nello sviluppo. Cerchiamo di capire meglio questo aspetto, che è fondamentale. I disturbi, o disordini, dello sviluppo sono diversi, e hanno a che fare con lo sviluppo della persona e del cervello in particolare: ognuno di noi ha un cervello diverso dagli altri, e questo, in termini tecnici, si chiama “neurodiversità”. Alcune persone però hanno uno sviluppo cerebrale significativamente DIVERSO dalla maggior parte delle altre persone, e si parla in questo caso di NEURODIVERGENZA, ovvero un modo diverso del cervello di svilupparsi e di funzionare. Non è che funziona di più o di meno, “semplicemente” si sviluppa in modo diverso. Quindi, le persone autistiche non sono malate, sono neurodivergenti.
  2. Che cosa si intende per disturbo dello spettro autistico? Nel linguaggio comune usiamo il termine autismo, ma è più corretto parlare di SPETTRO dell’autismo: possiamo tenere a mente l’immagine di un ombrello color arcobaleno, che, come lo spettro dei colori, è caratterizzato da tantissime varietà e sfumature. In poche parole, ci sono tantissime persone autistiche e tutte diverse tra loro. Alcune parlano, altre no; alcune hanno una disabilità cognitiva, altre no; alcune hanno la patente e/o lavorano, altre no; alcune si laureano, altre no e così via. Fino a qualche tempo fa si parlava di persone ad alto funzionamento e basso funzionamento, anche se non è la terminologia corretta. Si dovrebbe parlare di autismo di livello 1, 2, 3, dove i tre livelli si riferiscono a intensità delle caratteristiche dell’autismo e di quanto queste interferiscano nel funzionamento della vita quotidiana e al livello di supporto necessario.
  3. Le persone autistiche hanno i superpoteri? Molte persone autistiche possono essere plusdotate o eccellere in alcuni campi di competenza, e spesso per parlare di autismo ci riferisce a grandi intellettuali attuali o del passato che sembrano essere autistici. Però non è così per tutti. E’ molto probabile che nell’ambito dei loro INTERESSI ASSORBENTI, ovvero quegli argomenti o aree della vita che per loro sono fonte di interesse, studio e gratificazione, possono diventare iper-specializzati e molto competenti, ma ciò non significa per forza che tutte le persone autistiche siano eccellenti, brillanti o dei geni in questi ambiti. Questo è un aspetto importante perchè a volte ci si potrebbe aspettare da loro questi superpoteri, soprattutto fuorviati dalla rappresentazione dell’autismo in alcune serie tv, quando in realtà sono persone come tutti gli altri.
  4. Le persone autistiche dondolano? Nell’immaginario comune la persona autistica è quella che dondola avanti e indietro, magari mettendo le mani sulle orecchie. Qualcosa di veritiriero in quest’immagine potrebbe esserci, ovvero che le persone autistiche fanno delle “stereotipie”, cioè dei movimenti ripetitivi con il corpo o con un oggetto che sono per loro piacevoli. Questo non vuol dire che tutte le persone autistiche dondolano. Le STEREOTIPIE (o stimming, dall’inglese) possono essere svariate: giocare con una pallina sensoriale, saltellare, sfarfallare con le mani, battere le mani dietro la testa, fare dei suoni particolare con la bocca, toccare ripetutamente un particolare tessuto ecc. Fino a qualche tempo fa c’era l’idea che le stereotipie dovessero essere “rimosse”, in quanto bizzarre e strane. In realtà sono comportamenti gratificanti, piacevoli e necessari per la persona autistica, e, finchè non si tratta di azioni pericolose per sè o per gli altri, è importante rispettarle.
  5. Ma quindi perchè si tappano le orecchie? Ancora una volta, questo non vale per tutte le persone autistiche, ma molte di loro sentono la necessità di coprirsi le orecchie in luoghi affollati. Questa si chiama Ipersensibilità uditiva, che fa parte più in generale del mondo della sensorialità “atipica”. Le persone autistiche hanno una percezione del mondo che può essere diversa dalle persone neurotipiche. E’ una questione tecnica e complessa che ha che fare con l’elaborazione cerebrale dell’informazione sensoriale, ci basti sapere che per loro, il mondo in cui viviamo, ricco di colori, rumori, imprevisti, odori, confusione, può essere molto caotico, per questo possono sentire la necessità di mettere le mani sulle orecchie, di non guardare negli occhi, di abbassare lo sguardo ecc.

Di autismo si ha ancora un’immagine stereotipata, che va dalla persona non verbale che dondola su se stessa al medico geniale che sembra robotico nelle relazioni sociali. E’ necessario fare divulgazione per far conoscere l’autismo in tutte le sue forme e in tutte le sue caratteristiche, per stare accanto ad una persona e alla sua famiglia, per accogliere un gruppo di ragazzi in pizzeria, per permettere a chi ha sempre pensato di essere diverso dagli altri di riconoscersi e identificarsi. Sarebbe inoltre importantissimo lasciare la parola proprio a loro, alle persone autistiche che fanno tanta divulgazione e informazione su questo tema.

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